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Le biografie dei pittori piemontesi

cavalleri, la sposa
Paesaggio olio su tela attribuito a Giuseppe Falchetti
Manuela Alotto



Marco Calderini (Torino 1850 - 1941).

Anch'egli premiato con una medaglia d'oro al concorso finale dell'Accademia. Figura di spicco tra gli allievi del Fontanesi, anche se la sua pennellata non possiede la stessa forza di quella del maestro, da cui discendono la composizione calibrata e l'impiego di una luce dal fondo che determina delicati effetti chiaroscurali.
Caratteristico del suo stile è l'uso di una vasta gamma di verdi.
Fu anche letterato al passo dei suoi tempi in entrambi i campi del suo interesse lasciando  documentazione e testimonianza nei suoi scritti fra i quali va ricordata la monografia Fontanesi. Pittore paesista (1901).  


marco calderini

Paesaggio olio su tavola firmato M. Calderini



Vittorio Cavalleri (Torino 1860 - 1938).

Specializzato nel genere paesaggio con figure umane che gli fece ottenere il consenso presso un pubblico di collezionisti, intorno al 1900 seppe far posto anche a caratteristiche inflessioni simboliste. A parte questa parentesi, da allora la sua produzione rimase fedele a se stessa e dunque insensibile ai fermenti di rinnovamento che in quel periodo potevano farsi sentire. Usò anche il pastello privilegiando sempre l'immagine naturalistica.


cavalleri, la sposa

Olio su tavoletta di bellissima fattura firmato Vittorio Cavalleri,
raffigurante una sposa prima del taglio della torta nuziale



Vittorio Costanzo (Revigliasco 1861 - 1898).

Paesaggista e ritrattista. Alla Galleria di Arte Moderna di Torino sono conservati dodici studi di paesaggio; in particolare le sue opere sono dedicate al paese natale di Revigliasco e a luoghi montani.


vittorio costanzo, paesaggio con casolari e figura

Olio su cartoncino firmato Vittorio Costanzo, raffigurante casolari con figura, opera di stampo impressionista



Demetrio Cosola (San Sebastiano Po (TO) 1851 - Chivasso 1895).

Frequentò corsi di anatomia, prospettiva e plastica che gli valsero l'interesse per la figura e per il paesaggio. Si liberò presto dai condizionamenti accademici e dagli schematismi più formali, avviandosi  verso una pittura coloristica ricca e delicata, molto attenta agli effetti di luce.




Giuseppe Falchetti (Caluso 1843 - Torino 1918)

Padre di Alberto, che ne emulò lo stile, studiò a lungo e con attenzione le opere dei Fiamminghi. Si specializzò nel genere della natura morta (Natura morta con cacciagione, Natura morta con cavoli e rape).


falchetti, paesaggio

Paesaggio di piccole dimensioni, di qualità fantastica, olio su tela attribuito a Giuseppe Falchetti



Carlo Follini (Domodossola 1848 - Degli (GE) 1938).

Da sempre legato all'insegnamento del Fontanesi per la resa dei controluce e degli effetti chiaroscurali, ottenne la medaglia d'oro al concorso triennale del paesaggio.
Talvolta le venature stesse del legno di supporto vengono utilizzati abilmente per i loro valori cromatici e le pennellate così efficaci da consentirgli un confronto con la macchia dei Toscani.
Presente non solo a Torino, ma anche in diversi ambienti artistici delle principali città italiane - Venezia, Firenze, Milano, Napoli, dove partecipò regolarmente alle esposizioni acquisendo notorietà nazionale grazie alla varietà di soggetto dei suoi paesaggi. Riscontrò successo anche all'estero, a Monaco, Parigi, Colonia, Londra e San Francisco.


carlo follini, paesaggio

Stupendo paesaggio olio su cartoncino firmato Carlo Follini, datato 1890



Paolo Gaidano (Poirino (TO) 1861 - Torino 1916).

Studiò il genere della pittura sacra (sia su tavola che ad affresco) e della ritrattistica, delle quali lasciò circa un centinaio di opere. Nei ritratti si riscontra una particolare attenzione alla definizione psicologica dei soggetti, tanto che alla Promotrice di Torino nel 1902 vinse con uno studio per il ritratto del duca d'Aosta il “Premio del ritratto”. Realizzò anche scene di genere e d'ispirazione letteraria (una serie di soggetti shakespeariani è conservata a Londra).


gaidano - ritratto olio su tela

Ritratto di popolana con collana rossa, olio su tela siglato PG, Paolo Gaidano 



Camillo Merlo (Torino 1856 - 1931).

Principalmente paesista, in un primo momento aderì al movimento macchiaiolo.
Attento al colore che prese a studiare attraverso la soda naturalezza dei frutti che compaiono in alcune sue nature morte, fu però il paesaggio ad assumere un ruolo significativo nelle sue opere. Sebbene influenzato dal Tavernier per l'interesse materico del colore, seppe sviluppare un proprio stile artistico; ha lasciato una vasta produzione grafica, spesso datata con l'indicazione delle località, poi con una più libera interpretazione atmosferica di certi scorci di Torino e di un paesaggio che, pur nella sua fedeltà al vero, si aprì ad una tavolozza più luminosa.


camillo merlo - veduta di trana

“Veduta di Trana”, 1924, olio su cartone telato firmato Camillo Merlo



Pietro Morgari (Torino 1852 - Londra 1885).

Nato da una famiglia di pittori che oltre al padre Rodolfo e al nonno Giuseppe contava anche lo zio Paolo Emilio e i cugini, dimostrò predisposizione per il disegno.
Per lo più ritrattista trovò nei soggetti di animali ed in particolare nei cani, un tema che lo interessò notevolmente e contribuì a farlo conoscere.
Per ritrarre meglio i suoi cani si fece persino costruire dei macchinari che gli consentissero di disporli nelle pose più adatte alle sue intenzioni.


morgari - olio su tela

Olio su tela firmato Pietro Morgari 



Alberto Pasini (Busseto (PR) 1826 - Cavoretto (TO) 1899).

Formatosi all'Accademia di Parma, si dedicò dapprima alla litografia.
Esordì al Salon di Parigi nel 1853, dove conobbe l'ambasciatore Boureè che gli chiese di seguirlo nel corso di una missione in Oriente con meta la Persia, ma visitò anche la Turchia, la Siria, l' Egitto, l'Arabia.
Di qui la sua specializzazione di “orientalista” che gli assicurò fama e apprezzamento in Francia ed in Italia. Attento agli effetti di trasparenza e luminosità dell'atmosfera oltreché osservatore dei colori ha lasciato immagini di particolare suggestione dell'Oriente, ma anche del Belgio e soprattutto di Venezia che ritrasse con grande efficacia.
Ebbe una predilezione anche per gli interni architettonici delle moschee come anche dei palazzi affacciati su calli e canali. Del mondo orientale raffigurò i mercati di Constantinopoli e le carovane accampate davanti ai bazar e alle moschee.
Non fu propriamente un artista piemontese, né per formazione né per la scelta dei temi trattati, ma la presenza assidua alle manifestazioni espositive di Torino gli hanno valso sempre un posto considerevole nell'ambito culturale.


L'attesa - Alberto Pasini

Importante Alberto Pasini, olio su tela intitolato “L'attesa”.
Opera esposta alla mostra del 2014 “L'oriente di Alberto Pasini”, in perfette condizioni, firmata e datata in basso a sinistra 1875.



Edoardo Perotti (Torino 1824 - 1870)

Ben rappresenta il tramite fra la tradizione paesaggistica settecentesca accademica e la nuova maniera ispirata e ripresa dal dato naturale, tanto da rivestire un ruolo decisamente importante tra gli esponenti del Piemonte. La sua pittura si risolve più in termini tonali che coloristici e le sue immagini si definiscono sostanzialmente da toni monocromi.


Paesaggio di montagna con ruscello, E. Perotti

Olio su cartoncino raffigurante un paesaggio di montagna con ruscello, Edoardo Perotti



Andrea Tavernier (Torino 1858 - Grottaferrata (Roma)-1932)

Caratteristiche le sue scene all'aperto di una natura ricca, esuberante, piena di verde e di fiori; molti dei suoi soggetti sono ricavati a Grottaferrata, dove soleva risiedere in gran parte dell'anno.
I tramonti tusculani riempiono di toni accesi le sue opere e fanno da sfondo ad ambientazioni quasi fiabesche. Pennellate dense si moltiplicano non temendo di cancellarsi accumulandosi sino a divenire nel periodo più tardo sovrapposizioni vere e proprie di colore. La sua tecnica ha trovato molti estimatori che ne apprezzano i forti contrasti di luce.


andrea tavernier

Olio su tavoletta raffigurante un paesaggio firmato Andrea Tavernier 



Giulio Romano Vercelli (Marcorengo (TO) 1871 - 1951)

Fu allievo di Vittorio Cavalleri nei primi anni del '900. Trattò il paesaggio, la natura morta, soggetti floreali e sacri ed espose alla Promotrice con quadri di soggetto primaverile.


giulio romano vercelli - paesaggio

Olio su tavoletta firmato Vercelli raffigurante un paesaggio di campagna
 
 
di Manuela Alotto





Approfondimenti


Pittori legati a Torino
https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Pittori_legati_a_Torino

Pittori contemporanei della regione Piemonte
http://www.pitturiamo.com/it/pittori-contemporanei-in-italia-IT/piemonte.html

I dieci artisti contemporanei più popolari e stimati
http://libreriamo.it/arte/i-10-artisti-contemporanei-piu-popolari-e-stimati/ 

Settembre 2017: le 14 mostre da non perdere a Torino
http://www.guidatorino.com/mostre-torino/


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