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antichità di Claudio Fornasieri
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Dipinto olio su tavolettta Sebastiano De Albertis Caccia alla Volpe con Re Vittorio Emanuele
Sebastiano De Albertis
1828 1897
Caccia alla Volpe con il Re Cacciatore Vittorio Emanuele in primo piano
olio su tavoletta misura cm 27.5 x 15 cm
con la cornice dorata misura cm 49 x 35 cm


Milano, 1828 - 1897 Allievo dell'Accademia di Brera, completa la propria formazione frequentando gli studi del pittore di storia Roberto Focosi e di Domenico e Gerolamo Induno. A partire dal biennio 1848-1849, che lo vede impegnato nell'insurrezione milanese delle Cinque Giornate e nella successiva prima guerra d'indipendenza, la sua attività artistica si sviluppa parallelamente ad un'intensa partecipazione alle principali tappe del processo risorgimentale (figura tra i garibaldini nelle campagne del 1859, del 1866, nella spedizione dei Mille del 1860). Tra il 1850 e il 1859 prende parte con successo alle esposizioni di Brera, accreditandosi come pittore di storia presso i collezionisti milanesi e proponendo le prime prove di quel genere militare patriottico che lo vedrà eccellere negli anni successivi all'unificazione nazionale. La descrizione degli eventi militari del Risorgimento, resa attraverso toni distesi e narrativi in tele ad olio o in vibranti acquerelli, rappresenta la parte più consistente della sua produzione, accompagnata dalla frequentazione di soggetti di minore impegno: scene di costume, di animali, di vita contemporanea.






Milano, 4 giugno 1828 Milano, 29 novembre 1897)

Sebastiano De Albertis. Pittore fra i più fecondi dell'Ottocento italiano, fu un fervente patriota e partecipò alle Cinque Giornate di Milano e alle Guerre d'Indipendenza.
La familiarità con l'ambiente militare lo portò a dedicare la sua opera di pittore quasi interamente agli argomenti che avevano attinenza con l'Esercito. Cominciò ad esporre i primi quadri a Milano nel 1872. Essi avevano per titoli: "L'alloggio militare", "Cavallo abbandonato", "Masaniello" (nome di un cavallo).
A Napoli espose nel 1877 "Garibaldi nei Volsgi". Aveva già una discreta fama quando nel 1880 presentò a Milano "Carica dei Carabinieri a Pastrengo" opera per la cui realizzazione si era rivolto per la consulenza storica allo stesso ufficiale che aveva comandato uno degli Squadroni, il capitano Angelo Bernardino Morelli di Popolo, che nel frattempo era diventato generale.
Scrisse l'Illustrazione Italiana: "...un vero avvenimento artistico. Si restava colpiti da quell'episodio di una battaglia gloriosa per l'Italia; da quell'impeto di cavalli nel tumulto della pugna, da quel lampeggio di lame, da quel rosseggiar di mostre fra il fumo, fra la polvere, da quell'insieme febbrile guerresco, altamente patriottico. I militari specialmente, che s'erano trovati in quella o a simili cariche, restavano lì immobili, per ore, ad ammirare commossi, a ricordare".

Dopo il 1880 De Albertis realizzò altre opere di grande pregio, prediligendo sempre reparti militari a cavallo. In particolare va ricordato il ritratto di un soldato austriaco ferito a Bezzecca, quadro di sentimento umanitario tanto più apprezzabile se si considera che contro gli austriaci l'artista aveva lungamente combattuto.
Il quadro "Carica dei Carabinieri a Pastrengo" (m. 3.50x1.70) venne acquistato da re Umberto I per il Palazzo Reale di Torino, dove rimase sino al 1900. Trasferito a Roma, nel Palazzo del Quirinale, vi rimase sino ai primi anni del secondo dopoguerra, allorché ne venne concessa l'acquisizione al Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri.


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